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Ti scrivo con un po’ di anticipo visto che la mia lettera è scritta nel 2007, ci separano solo 1000 anni.

Forse non sono così tanti come può sembrare, ma ti voglio raccontare il mio tempo.
Le cose, non sono cambiate tanto, mentre ti scrivo ho appena aperto il giornale e una donna in Algeria si è fatta saltare in aria, causando svariate decine di morti.
Nel mio tempo, purtroppo l’odio, l’egoismo la fanno ancora da padrona, non sono serviti tutti questi secoli a far cambiare qualcosa, come prima l’uomo continua a distruggere se stesso e gli altri.
Forse tu, leggendo queste parole vedi tutto questo come impossibile, se fosse così mi faresti sobbalzare dalla tomba, tanta sorpresa avrei…
Forse tu, uomo del 3000, sei il risultato di una scienza che è riuscita a correggere i mali del cervello dell’uomo, inibendo l’odio e l’egoismo.
Forse sarà così.
Continuo ricordandoti qualcosa del mio tempo.
Omicidi, maltrattamenti, suicidi, sono all’ordine del giorno, forse dell’ora.
Una casa la puoi avere solo a caro prezzo, a causa dei filtri parassitari che t’impongono una vita di lavoro per un tuo diritto sacro santo.
Ti lascio un attimo, per parlare con l’uomo primitivo, <<tu una casa la potevi costruire, era un tuo diritto averla, anche se di foglie e legno>>.
Torno a te uomo del 3000, le cose non sono facili da descrivere, posso dirti che gli alberi continuano a crescere, qualcosa di bello c’è sempre in questo marasma.
Ma focalizzarsi su di esse è un po’ una impresa…
Insomma uomo del 3000, magari, nel tuo tempo, siete capaci di parlare con i morti, grazie a tutta questa tecnologia, per la quale noi abbiamo pagato tanto…
Magari mi dirai che sono stato solo sfortunato a vivere in questo tempo…
Magari uomo del 3000 non ci sari né tu né il 3000!
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