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Con Francesco Renga eravamo amici - "Prima di metterci insieme, per due anni siamo stati solo amici. Eppure, gia' allora, mi sono resa conto che stavo cominciando a 'guarire'. Per la prima volta nella mia vita, avevo trovato una persona che mi faceva sentire utile, bella, intelligente, sicura di me. Facevamo lunghe chiacchierate per telefono, poi lui ha cominciato a scrivermi lettere". Anche la maternita' deve aver segnato un cambiamento notevole. "All'inizio e' stato drammatico: era qualcosa che non potevo controllare, mentre io avrei voluto guardare dentro le mie budella. Poi, per la prima volta, ho sentito che la testa andava in vacanza, e che iniziavo a vivere con leggerezza".
E' diventata un'icona gay - "Fin dall'inizio di Non è la Rai: i miei fan club, in pratica, erano succursali di Muccassassina (storico locale gay di Roma, ndr). Qualche anno dopo, cominciai a fare volontariato al circolo Mario Mieli di Roma. Ho conosciuto storie terribili: ragazzini cacciati di casa solo perchè omosessuali". Ha mai pensato di poter avere una storia con una donna? "Non ho mai escluso la possibilità, ma un coinvolgimento chimico con una donna non l'ho mai provato. Eppure i complimenti più espliciti li ho ricevuti proprio da loro. Ce ne sono state alcune che, per me, avrebbero fatto follie".
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